giovedì 4 ottobre 2012

CASAL DI PRINCIPE SCENDE IN PIAZZA CONTRO L'ABBATTIMENTO DELLE CASE ABUSIVE

Venerdì 5 ottobre 2012, alle  ore 19,30, tutta Casal di Principe, San Cipriano di Aversa e Casapesenna, scenderà in piazza per protestare contro gli abbattimenti delle case abusive. E' stata convocata una manifestazione dai parroci delle quattro parrocchie di Casal di Principe. Una fiaccolata silenziosa partirà dal piazzale antistante il Cimitero e arriverà a Piazza Villa, percorrendo, in pratica, tutte le strade del centro cittadino. Ieri c'è l'abbattimento della seconda casa abusiva in via Borsellino, mentre si prepara il cantiere per la prossima, in via Del Pozzo, che è inserita in una lunga lista di case da abbattere. 

mercoledì 3 ottobre 2012

NAPOLI CALCIO - LA FINANZA IN SEDE - "NESSUN INDAGATO" COMUNICA LA SOCIETA'


«In data odierna la Guardia di Finanza ha compiuto un accesso presso gli uffici della Società per acquisire informazioni nell'ambito di un procedimento radicato nel 2007 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e di cui non sono noti i contenuti. Al riguardo si sottolinea che la Società ed i suoi rappresentanti e dirigenti non risultano indagati». È quanto si legge in una nota del Napoli dopo le acquisizioni di documenti da parte della guardia di finanza nelle sedi del club partenopeo e della Figc. «La Società, seguendo una linea di continuità comportamentale adottata dal primo giorno della sua costituzione, è al fianco della magistratura in ogni attività volta all'accertamento della verità», si legge ancora nel comunicato. (Adnkronos)

CASAPESENNA - 6 ARRESTI CLAN ZAGARIA. CONTINUAVANO A CHIEDERE IL PIZZO A IMPRENDITORI


Il boss è in carcere, ma le estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti non si sono mai fermate. La Squadra Mobile di Caserta, coordinata dalla Procura Antimafia di Napoli, ha eseguito alle prime luci dell'alba sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti affiliati al gruppo Zagaria della cosca di Casal di Principe. L'operazione è stata denominata "Thunderball", come l'omonimo film della saga di James Bond, "Agente 007 - Thunderball: operazione tuono".

Le sei ordinanze di custodia cautelare sono state notificate dalla squadra mobile di Caserta a Michele Barone, 38 anni, Michele Fontana, 41 anni, soprannominato "o sceriffo", Giorgio Pagano, 36 anni, Renato Piccolo, 39 anni, Costantino Diana, di 34 anni e Francesco Sabatino, di 42. Tra i destinatari delle misure restrittive emessa su richiesta della Procura Antimafia di Napoli figurano, come mandanti dei raid estorsivi anche elementi di spicco e fidati luogotenenti del boss Michele Zagaria, attualmente detenuti, come Barone e Fontana. Le accuse vanno dall'associazione a delinquere di stampo mafioso all'estorsione aggravata.
 
 
Le indagini che hanno portato all'operazione "Thunderball" hanno evidenziato come l'arresto del boss Michele Zagaria non avesse fermato le attività estorsive nei confronti di imprenditori e commercianti: a loro gli emissari hanno sempre ribadito che "nulla era cambiato" e che "dovevano mantenere gli impegni assunti con l'organizzazione", riferendosi al pagamento del pizzo. La polizia ha anche accertato che gli affiliati hanno continuato a eseguire le direttive impartite dai boss malgrado fossero in regime di carcere duro. Il frutto delle estorsioni veniva utilizzato per il pagamento degli stipendi e delle spese legali ai familiari dei detenuti.


Tra le vittime delle estorsioni figura anche un imprenditore di Casapesenna che, negli scorsi anni, si era aggiudicato l'appalto per la realizzazione di un complesso residenziale da 50 villette a Castel Morrone, nel Casertano, per un importo di 6 milioni di euro. Gli estorsori di Zagaria gli avevano imposto una tangente da 35mila euro di cui due tranche, per complessivi 20mila euro, erano state versate prima della cattura del boss.


L'altro imprenditore che ha denunciato i suoi estorsori è Filippo Barone, titolare del ristorante "Il buongustaio" di San Marcellino, è vice sindaco della città.



All'operazione "Thunderball" si è giunti anche grazie alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Salvatore Venosa, detto "'o cucchiere", a capo del clan dopo l'arresto dei vertici della cosca. Scoperto anche un tentativo di estorsione nei confronti di un ristoratore di San Marcellino a cui era stato chiesto il pagamento di 3mila euro, suddivise in tre rate di mille euro da versare nelle canoniche scadenze di Natale, Pasqua e Ferragosto.
 
 L'omelia di un sacerdote ha contribuito a dare impulso alle indagini. Si tratta della denuncia di don Vittorio Cumerlato, vice parroco della chiesa della Santa Croce di Casapesenna, paese d'origine del boss Michele, citata nell'ordinanza di custodia cautelare.

Il 17 giugno scorso, durante la messa, don Vittorio si rivolse ai fedeli dicendo amareggiato: "Questo paese non cambierà mai".

Gli agenti della squadra mobile di Caserta, con il vicequestore Angelo Morabito, si sono allora attivati per comprendere a che cosa alludesse il sacerdote e hanno saputo da fonti confidenziali che Marcello De Rosa, imprenditore edile di Casapesenna impegnato nella costruzione di 50 villette nel Comune di Castel Morrone, aveva subito una richiesta estorsiva.

Le intercettazioni telefoniche hanno fornito la conferma. Il sacerdote, ascoltato come persona informata sui fatti, ha confermato al pm Catello Maresca che alcuni imprenditori in difficoltà si erano rivolti a lui per avere sostegno e conforto.