martedì 3 settembre 2013

A CACCIA DI RIFIUTI. IL MOVIMENTO CINQUE STELLE SCANDAGLIA IL TERRENO DIETRO IL CAMPO SPORTIVO DI CASAL DI PRINCIPE

Enzo De Leo movimento 5 stelle Casal di Principe
A caccia di rifiuti. Un gruppo di attivisti del movimento 5 stelle di Casal di Principe, accompagnati dal  senatore Bartolomeo Pepe, ha scandagliato ieri mattina il terreno dietro il campo sportivo, per verificare la presenza di rifiuti radioattivi. Con loro alcuni tecnici specializzati in materia ambientale, armati di contatore Geiger per la rilevazione della radioattività dei terreni e di strumenti per la rilevazione dei campi elettromagnetici. Hanno cercato di verificare direttamente se le dichiarazioni fatte dal collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone, corrispondono a verità. Schiavone, in una intervista rilasciata ad un quotidiano, aveva fatto espresso cenno ad un sopralluogo fatto in un terreno dietro il campo sportivo di Casal di Principe, con forze dell’ordine e tecnici di un’agenzia specializzata, dove egli stesso aveva indicato che negli anni precedenti erano stati sotterrati  rifiuti tossici e radioattivi provenienti da aziende del nord Italia, ma anche dalla vicina Germania. “Siamo dovuti scappare perché i contatori Geiger sono impazziti” ha detto Schiavone,  aggiungendo subito dopo: “Sono tutte cose note ai magistrati,  perché ho fatto queste dichiarazioni alla Commissione Bicamerale d’inchiesta sui rifiuti presieduta dall’onorevole Scalia, mostrando tutte le carte che avevo, ma i verbali sono stati secretati”. “In alcuni tratti – spiega Enzo De Leo dei cinque stelle che ha partecipato alla caccia ai rifiuti – abbiamo riscontrato dei dislivelli nel terreno e molte buche, anche di grosso spessore, che sono state  ricoperte. Si notavano dal differente colorito del terreno rispetto ai margini con il terreno vicino. In alcuni di questi punti il contatore Geiger faceva sbalzi repentini. Secondo i tecnici che ci hanno accompagnato, è il segno che qualcosa di anomalo sotto c’è. Bisognerebbe procedere a dei carotaggi scavando per almeno una quindicina di metri e infilare dentro un contatore Geiger per rilevare eventuali presenze di radioattività”. Il senatore Pepe si è impegnato a portare il problema all’attenzione del governo nazionale, per saperne di più su cosa c’è sotto quel terreno. Ma le polemiche non mancano. In rete, soprattutto su Facebook, circola un documento datato 30 luglio 1988, con il quale i consiglieri comunali di opposizione del PCI, Renato Natale, Cesare Zumbolo e Natale Ulderico, inviarono a Prefetto, Ministro per l’Ambiente, Procura della Repubblica e altre istituzioni pubbliche, una nota dove si denunciava il traffico di rifiuti tossici, ma nessuno alzò un dito per impedirlo. “Fui accusato di fare allarmismo e provocare danni ai nostri agricoltori e alla nostra economia – dice con amarezza Renato Natale, uno dei firmatari di quella denuncia di 25 anni fa - ci ritrovammo isolati a livello nazionale, ma anche nella nostra Città. (…) Ma abbiamo continuato a lottare e a vivere in questo nostro territorio. Abbiamo sperato di poter cambiare le cose. Ma oggi ci chiediamo se non abbiamo sbagliato; se non era più giusto per i nostri figli  andare via da questi luoghi e lasciarli al loro destino”. Intanto ieri un gruppo di associazioni e cittadini si sono riuniti presso la sede di Legambiente di Casapesenna e hanno redatto una lettera da inviare al Presidente della Repubblica, per chiedere che ci sia subito una mappatura dei terreni dove sono stati sotterrati i rifiuti tossici e procedere poi alla bonifica. “Facciamo appello al suo senso di responsabilità, alla sua coscienza, e al suo cuore – scrivono associazioni e cittadini -  ricordandole che  le decisioni da Lei assunte, peseranno sulla vita dei  nostri figli e di tutti noi che, seppure abbandonati e dimenticati dallo Stato, ancora sentiamo di appartenere alla Repubblica Italiana”.

 

Sulla dichiarazioni di Carmine Schiavone, c'è da registrare anche  un'interrogazione al Ministero dell'Interno e a quello dell'Ambiente, da parte dell'onorevole Di Lello (PSI). ''Abbiamo una Fukushima a due passi dal Vesuvio e non lo sappiamo?''. E' quanto si chiede il capogruppo dei socialisti alla Camera, Marco Di Lello, che ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e dell'Ambiente per sapere se e' stato dato un seguito alle rivelazioni del pentito della camorra Carmine Schiavone sul seppellimento di fanghi termonucleari e tossici di vario tipo, anche con la complicita' delle istituzioni preposte al governo e al controllo del territorio''. "Affermazione - aggiunge Di Lello - che conferma quanto gia' si scritto nella relazione della Commissione antimafia del 5 febbraio scorso, ma aggiunge il particolare agghiacciante dei 'fanghi termonucleari' sepolti nelle cave dismesse del casertano. Notizie gia' riferite alla magistratura negli anni scorsi, che confermano il sospetto di danni gravissimi e irreparabili all'ambiente e alla salute dei cittadini. Ma perche' non se ne parla? Timore di ingenerare allarme, mancanza di prove o perche' - conclude il parlamentare socialista - non si ha la forza di combattere la criminalita' organizzata con le complicita' della politica e della industria?''.

domenica 1 settembre 2013

DOPO LE DICHIARAZIONI DI CARMINE SCHIAVONE, I CITTADINI DELLE TERRE DI DON DIANA SI MOBILITANO PER CHIEDERE LA BONIFICA DEI TERRENI INQUINATI

Sit-in sotto l'immagine di don Peppe Diana
Si sono riuniti sotto l'immagine di don Peppe Diana, davanti al campo sportivo di Casal di Principe, per chiedere alle istituzioni di fare luce sulle dichiarazioni del collaboratore di Giustizia, Carmine Schiavone,  e di rassicurare la popolazione sempre più allarmata. Più di cento persone hanno raccolto in mattinata l'appello del parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, dopo l'ultima intervista del pentito della camorra casalese,  che ha indicato un campo alle spalle del complesso sportivo di Casale dove sarebbero stati sotterrati rifiuti tossici e radioattivi.  Esponenti di Legambiente, del “coordinamento per il riscatto”, di “Libera”, “movimento cinque stelle”,  “Giovani Trentola  Ducenta”  “Abc 18”, “work in progress” e tanti altri singoli cittadini, si sono mobilitati per chiedere innanzitutto di  verificare se sotto quel terreno indicato da Schiavone ci siano davvero i rifiuti “perché – ha sostenuto Gianni Solino di Libera Caserta – nelle mappature dei siti inquinati quel terreno non esiste”. “Allora due sono le cose  - ha aggiunto l’avvocato Francesco Martino - se le dichiarazioni di Schiavone sono veritiere, c’è un allarme molto serio. Se non sono veritiere qualcuno ha l’obbligo di rassicurarci”. Enzo Di Leo, del “movimento Cinque Stelle” di Casal di Principe e Peppe Pagano di “Libera San Cipriano”, hanno convenuto che al momento nessuno sa se le ispezioni sul terreno siano state fatte davvero e se esistano verbali in merito  e che serve la mobilitazione delle popolazioni del territorio per cominciare a chiedere seriamente le bonifiche dei terreni inquinati.
 
L'assemblea davanti al  campo sportivo di Casale
Carmine Schiavone, nell’intervista rilasciata ad un quotidiano aveva fatto espresso cenno ad un sopralluogo fatto in un terreno dietro il campo sportivo di Casal di Principe con dei tecnici di un’agenzia specializzata per ritrovare rifiuti radioattivi. “Siamo dovuti scappare perché i contatori Geiger sono impazziti”,. Inoltre aveva aggiunto: “Sono tutte cose note ai magistrati,  perché ho fatto queste dichiarazioni alla Commissione Bicamerale d’inchiesta sui rifiuti presieduta dall’onorevole Scalia, mostrando tutte le carte che avevo, ma i verbali sono stati secretati”. Secondo Schiavone “Ci vorrebbero 26mila miliardi per procedere alle bonifiche”. Questo, per il collaboratore di Giustizia, sarebbe anche il motivo per cui sono stati secretati i verbali. Il terreno indicato da Schiavone è attualmente incolto e apparentemente abbandonato. Alcuni cittadini  hanno raccontato che alla fine degli anni ’80 su quel terreno effettivamente c’è stato un via vai di camion che scaricavano del materiale. Quando erano in corso i lavori per la costruzione della superstrada Nola-Villa Literno, sotto i cui piloni, sempre secondo Schiavone, ci sarebbero sotterrate tonnellate di rifiuti tossici non solo di aziende italiane ma anche estere.
 
“Tutte le dichiarazioni fatte all’epoca da Carmine Schiavone – dice Federico Cafiero De Raho, PM nel processo Spartacus – sono state verificate. In tutti i luoghi che Schiavone ha indicato, è stato fatto un sopralluogo con tecnici e magistrati e ci sono i verbali di ciò che è stato trovato. Non so specificamente del Campo sportivo di Casal di Principe”.  “E pur vero, però – ha aggiunto Gianni Solino di Libera – che i magistrati non hanno mai avuto il compito di bonificare l’area, ma solo di riscontrare se i pentiti dicessero la verità. Quindi una volta verificato che lì sotto c’erano rifiuti, hanno ricoperto e sono andati via. Toccava ad altre istituzioni bonificare il terreno”. “Questi motivi ci hanno spinto a mobilitarci – ha detto l’ingegnere Nicola Diana di Legambiente di Casapesenna -  e  perciò invieremo un documento che riassume il nostro grido di dolore a tutte le istituzioni, a partire da presidente della Repubblica e lo firmeremo a nome di tutti i cittadini che abitano nelle terre di don Peppe Diana”.

sabato 31 agosto 2013

RIFIUTI RADIOATTIVI A CASAL DI PRINCIPE. CAFIERO DE RAHO: "ABBIAMO SEMPRE RISCONTRATO E VISITATO TUTTI I LUOGHI CHE HA INDICATO CARMINE SCHIAVONE". DON PATRICIELLO LANCIA UNA COLLETTA PER SCAVARE. SI MOBILITANO LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO


Il terreno dove sarebbero interrati i rifiuti tossici e  radioattivi
Carmine Schiavone, il primo collaboratore di giustizia della camorra casalese, rilascia un’altra intervista e stavolta indica il terreno dietro il campo sportivo di Casal di Principe, come il luogo dove sarebbero interrati i rifiuti tossici, tra cui anche quelli nucleari. “Siamo stati sul posto insieme ai tecnici dell’AIEA (forse vuole intendere Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica - ndr), quelli con le tute bianche e siamo dovuti scappare perché i contatori Geiger sono impazziti. (…) Sono tutte cose note ai magistrati -  sostiene Schiavone,  - ho fatto queste dichiarazioni alla Commissione Bicamerale d’inchiesta sui rifiuti presieduta dall’onorevole Scalia, mostrando tutte le carte che avevo, ma i verbali sono stati secretati”. Secondo Carmine “Ci vorrebbero 26mila miliardi per procedere alle bonifiche”. Questo, secondo il collaboratore di Giustizia, sarebbe anche il motivo per cui sono stati secretati i verbali.
Federico Cafiero De Raho
“Tutte le dichiarazioni fatte all’epoca da Carmine Schiavone – dice Federico Cafiero De Raho, PM nel processo Spartacus – sono state verificate. In tutti i luoghi che Schiavone ha indicato è stato fatto un sopralluogo con tecnici e magistrati e ci sono i verbali di ciò che è stato trovato. Non so specificamente del Campo sportivo di Casal di Principe”.  Anche Maurizio Vallone, all’epoca a capo della DIA, e che ha accompagnato Schiavone in diversi sopralluoghi, dei rifiuti che sarebbero sepolti nelle adiacenze del campo sportivo di Casal di Principe, non sa.
“Non mi sono occupato io di questo sopralluogo al campo sportivo, quindi non so dire. Ho fatto altre verifiche in zone diverse. Si tenga conto che c’erano anche la Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia che si occupavano di queste cose, quindi bisognerebbe risalire specificamente a chi si è occupato della vicenda”. Anche il maggiore dei carabinieri Alfonso Pannone, all’epoca in servizio a Casal di Principe, non è a conoscenza delle vicenda dei rifiuti nel campo sportivo di Casal di Principe. “So che i magistrati hanno verificato tutto ciò che Schiavone ha detto, e se sono gli stessi fatti di allora,  sono già stati oggetto di attenzione”.
 
Ma le dichiarazioni di Schiavone destano un allarme sociale diffuso. Don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano, tra i più esposti nella lotta contro l’inquinamento da rifiuti tossici di queste zone, ha lanciato un appello per una sottoscrizione popolare al fine di costituire un fondo  per andare a scavare nel posto che Schiavone ha indicato, per verificare se dice il vero o il falso. “Carmine SCHIAVONE, ha detto chiaramente che a Casal di Principe, dietro il campo sportivo, sono stati interrati rifiuti tossici – ha scritto don Patriciello sul suo profilo su Facebook -  Questo video terrificante è stato visto dal Commissario straordinario di Casale? Polizia e carabinieri ne sono al corrente? Il caro popolo casalese, tanto umiliato e offeso, è stato messo in guardia del pericolo che corrono i ragazzi quando vanno a giocare su quel campo maledetto? Schiavone dice il vero o il falso? Non è difficile saperlo. Basta andare a scavare in quel luogo. I soldi non ci sono? Non è vero. Ma anche se così fosse, ci pensiamo noi. Facciamo tutti una colletta. Lasciamo da parte lo Stato, almeno per adesso. Lo chiameremo in causa dopo. Quando i bidoni tossici saranno stati tirati su. Da parroco guadagno mille euro al mese. Dono tutto il mio stipendio per dare inizio a questa raccolta. Chiedo agli amici casalesi di farsi promotori di questa iniziativa. Diamoci da fare. Tutti. La riscossa del nostro popolo partirà dal basso”.

Intanto nel pomeriggio un gruppo di attivisti di Legambiente e delle associazioni del territorio hanno fatto un sopralluogo sul terreno indicato da Carmine Schiavone dietro al campo sportivo. Poi si sono dati appuntamento per domattina, domenica 1 settembre,  alle 10,30  davanti allo Stadio invitando tutte le associazioni per un sit-in e per intraprendere successive iniziative con il coinvolgimento della popolazione di Casal di Principe

giovedì 29 agosto 2013

IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, CARROZZA, A CASAL DI PRINCIPE PER INAUGURARE L'ANNO SCOLASTICO. SPERIAMO NON SIA SOLO UNA PASSERELLA



Il ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza
Il ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza inaugurerà l'anno scolastico a Casal di Principe. Lo ha detto lo stesso ministro in visita all'Ufficio regionale scolastico del Lazio. «Vorrò essere presente su una scuola e in un luogo significativi per enfatizzare l'importanza dell'avvio dell'anno e anche l'importanza per il governo di stare vicino a chi opera in un territorio particolarmente complesso. Incontreremo - ha concluso - anche cooperative di giovani che fanno attività dentro luoghi confiscati». Si riaccendono così i riflettori su una cittadina che non ha mai amato le passerelle fine a se stesse,  anche se la visita di un ministro riaccende nuove speranze per la risoluzione di una serie di problemi di ordinaria amministrazione. In questo caso a partire da quelli scolastici, ma il ministro Carrozza deve sapere che in provincia di Caserta nella scuola mancano almeno cinquecento insegnanti e che qui, a Casal di Principe, il Comune, che si ritrova ad essere amministrato da una commissione straordinaria in seguito allo scioglimento del Consiglio per  condizionamenti di camorra, è in dissesto finanziario. Non riesce a fare fronte neanche alle spese di gestione quotidiana. Con pochi dipendenti (quasi senza vigili urbani), tanti debiti e pochi introiti perché da queste parti le tasse per i servizi erogati dal Comune erano un optional, si ritrova con strade sporche, dissestate, servizi sociali pari a zero e nessuna possibilità di invertire la tendenza.
Alcune settimane fa il governo ha anche ritenuto di dover prorogare la gestione straordinaria del Comune di altri sei mesi. Rinviando di fatto le elezioni amministrative alla primavera prossima anziché farle tenere nel vicinissimo mese di novembre. Come dire che lo Stato non ha ancora piena fiducia nell’autogoverno dei cittadini di Casale.  Ed ora che i Commissari mettono mano a nuove regole per assicurare le entrate per governare l’Ente,  associazioni, parrocchie, comitati civici, si organizzano per esercitare una giusta azione di controllo popolare e impugnano gli atti, inviando lettere di protesta a tutti gli enti possibili e immaginabili, come nel caso del nuovo regolamento comunale sull’erogazione idrica. Decine di riunioni in parrocchia hanno prodotto un lunghissimo esposto-denuncia,  inviato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, alla Corte dei Conti, al Ministero dell’Interno, al Ministero dell’Ambiente, al governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, al presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi. In pratica le associazioni, i comitati e le parrocchie  ritengono che i regolamenti adottati siano illegittimi.
Ma il ministro Carrozza non troverà solo questo fronte già caldo. A Casal di Principe la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi. In parte è l’effetto della crisi economica, ma in parte è anche l’effetto di una offensiva giudiziaria che ha portato in carcere decine di imprenditori in odore di camorra che gestivano lavori e appalti per conto dei clan. A Casal di Principe, il 23 settembre 2006 ci fu un’altra inaugurazione dell’anno scolastico, voluta dall’assessore regionale Corrado Gabriele. Partecipava anche Roberto Saviano. La manifestazione si tenne in Piazza Mercato, la piazza antistante il municipio. Fu  allora che Saviano gridò: "Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra". Un mese dopo l’autore di Gomorra finì sotto scorta. L’anno dopo, il 17 settembre del 2007,  Saviano ritornò a Casal di Principe nella stessa piazza, altra inaugurazione dell’anno scolastico.
A contestarlo fu il padre di Francesco Schiavone, Sandokan e alcuni imprenditori. Da allora molte cose sono cambiate, a  partire dagli arresti eccellenti di Antonio Iovine e Michele Zagaria. Ma i problemi restano tutti, a partire dal lavoro che manca. Il Ministro Carrozza deve saperlo che qui non troverà fanfare ad attenderla, ma persone, cittadini che vogliono vedere non solo la faccia repressiva dello Stato, ma anche quella che aiuta le persone in difficoltà. Se c’è.

mercoledì 19 giugno 2013

CASAPESENNA: POCA GENTE ALLA FIACCOLATA PER IMPEDIRE LA CHIUSURA DEL POSTO DI POLIZIA


Poca gente alla fiaccolata per  impedire la chiusura del posto fisso di polizia di Casapesenna. Segno che certi temi fanno ancora fatica ad essere patrimonio delle popolazioni che per molto tempo hanno subito il predominio della camorra. Alla manifestazione, partita dalla piazza Vittorio Emanuele a  Casal di Principe poco dopo le 20, hanno partecipato a malapena trecento persone, molte delle quali rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni. Tra essi alcuni sindaci (Villa di Briano e Villa Literno), consiglieri regionali (Caputo, Consoli e Polverino), consiglieri provinciali e rappresentanti dei sindacati (Camilla Bernabei CGIL) e il neo segretario provinciale del PD (Vincenzo Cappello), che è anche sindaco di Piedimonte Matese. La fiaccolata è stata promossa da più di venti associazioni che nei giorni scorsi avevano avviato anche una raccolta di firme. L’obiettivo è quello di impedire che venga soppresso un avamposto di legalità  dello Stato, nel paese di Michele Zagaria, l’ultimo importante latitante del clan dei casalesi, catturato il 7 dicembre del 2011 in un bunker  occultato a cinque metri sotto terra in ‘un’anonima abitazione alle porte della città. La poca partecipazione alla fiaccolata di questa sera è un segnale importante che hanno dato i cittadini: qui la gente ha ancora paura di metterci la faccia quando si tratta di schierarsi  apertamente con lo Stato. “Un buon motivo per non chiudere il posto di polizia” dicono gli organizzatori della fiaccolata. Il corteo ha attraversato il cuore di San Cipriano di Aversa per concludersi a Casapesenna, in viale Europa, proprio davanti al posto di Polizia, dove un sacerdote, don Vittorio Cumerlato, ha letto il documento, sottoscritto da una ventina di associazioni, dove si chiede al governo di non abbandonare Casapesenna.

martedì 11 giugno 2013

CATELLO MARESCA (DDA): "NON CHIUDETE IL POSTO DI POLIZIA DI CASAPESENNA"

“Non chiudete il posto fisso operativo della polizia di Stato di Casapesenna”. L’appello arriva da Catello Maresca, il magistrato che  ha coordinato la cattura dell’ultimo boss dei casalesi, Michele Zagaria e che ha raccontato in un libro tutti i segreti del bunker dove si nascondeva il latitante della camorra. Maresca  si è rivolto direttamente ai vertici della Polizia di Stato nel corso   della presentazione del suo libro, “L’ultimo bunker” nell’ambito del festival dell’Impegno Civile,. L’iniziziativa, peraltro,  si è svolta proprio in un bene confiscato alla camorra di Casapesenna e che ora è assegnato al presidio di Libera-Legambiente.  La chiusura del Posto di Polizia è stata decisa  dal governo Monti nell’ambito di una politica di risparmio economico. Ma chiudere un avamposto dello Stato in terra di camorra non  è un buon segnale  per chi la lotta alla criminalità la pratica ogni giorno. “Ci batteremo perché questo non accada – ha detto ancora Catello Maresca -  E se anche dovesse accadere ci saranno tutte le alternative e le condizioni per assicurare la presenza forte dello Stato a Casapesenna”.

Ma non la pensano così  i poliziotti che a Casapesenna ci lavorano. In un comunicato fatto leggere nel corso della presentazione del libro di Maresca, affermano che: “Il personale di polizia di Casapesenna ha dimostrato, numeri alla mano,  di essere altamente  professionale, sia nella prevenzione, con l’attività istituzionale della squadra volante, sia in operazioni di Polizia Giudiziaria, contrasto all’abusivismo edilizio, lotta alla contraffazione e sequestro di armi e munizionamento da guerra”. E poi i numeri delle attività: “ Solo dal 2010 al 2012 più di 60 mila persone controllate, 160 arresti effettuati, compreso quelli di pericolosi latitanti, e è più di 30 mila veicoli controllati. Allarme per la chiusura del posto fisso di Polizia è arrivato anche da esponenti del “Coordinamento per il riscatto” e da alcuni imprenditori che  con le loro denunce hanno recentemente consentito l’arresto  di diversi estorsori della camorra locale. “Chiudere il posto di polizia di Casapesenna è come sbatterci una porta in faccia – dice un imprenditore –  avremmo bisogno di sentire maggiore sostegno e vicinanza da parte dello Stato perché ci siamo esposti e abbiamo denunciato i nostri aguzzini. Questi segnali non vanno nella direzione giusta. Non aiutano chi lotta per l’affermazione della legalità”.

lunedì 3 giugno 2013

ARDITURO (DDA) AL FESTIVAL DELL'IMPEGNO CIVILE: "LO STATO NON FA FUNZIONARE LE AZIENDE CONFISCATE"



“Le aziende confiscate alla camorra? Non funzionano perché lo Stato non le vuole far funzionare”.  La denuncia viene da Antonello Ardituro, magistrato della Dda napoletana,  che di aziende gestite dalla criminalità ne ha fatto confiscare tantissime. Ardituro, intervenuto nel pomeriggio in un dibattito su “Sequestro, Confisca e Lavoro”, in occasione dell’apertura del Festival dell’Impegno Civile nella sede di un’azienda confiscata,  la “Calcestruzzi Beton Campania”  di San Tammaro, ha puntato il dito contro le istituzioni, ed in particolare “la politica” che non cambia norme e regole  che sono inadeguate a far funzionare le aziende confiscate. “Mi fa molta rabbia che tutto  il lavoro di tantissime persone debba essere vanificato da un sistema che assolutamente  non funziona, perché scientemente e consapevolmente non lo si vuol far funzionare”. Il magistrato della Dda ha messo in evidenza che “In provincia di Caserta ci sono sette impianti sotto sequestro in attesa di confisca. Si tratta di una grandissima fetta del mercato del  calcestruzzo che è amministrata dallo Stato per il tramite dell’autorità giudiziaria.  Tutto questo non può essere gestito con la buona volontà dei singoli magistrati o di qualche amministratore giudiziario. Se si potesse mettere a sistema la gestione delle imprese che gestiscono il calcestruzzo  - ha chiosato Ardituro - lo Stato diventerebbe l’attore fondamentale economico nel ciclo dell’edilizia. Avrebbe la possibilità di influenzare l’itero ciclo dell’edilizia di tutta la provincia e addirittura di influenzare l’economia illegale della camorra nel settore dell’edilizia. Questa à la battaglia, l’obiettivo a cui dobbiamo guardare”.



Nel dibattito, moderato da Mauro Baldascino, del Comitato don Peppe Diana, promotore insieme a Libera del festival dell’impegno civile, sono intervenuti, tra gli altri, il magistrato Raffaello Magi. il Presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati Antonio Amato, il segretario generale della CISL Caserta, Giovanni Letizia e il Segretario Provinciale della CGIL Camilla Bernabei. Ma è stato  il Antonello Ardituro a scuotere ancora la numerosa platea di cittadini con la sua denuncia:   “Si sta sprecando una occasione storica, soprattutto in provincia di Caserta.  Chi mai avrebbe pensato, appena tre anni fa  - è stato il suo ragionamento– che  Antonio Iovine e Michele Zagaria sarebbero stati arrestati? Chi mai avrebbe pensato che tutti i capi della camorra casalese sarebbero finiti in carcere? Chi poteva pensare che anche qualche politico eccellente sarebbe finito dietro le sbarre? Questo è un territorio che se non assume la consapevolezza che si gioca un’occasione storica per cambiare, tra cinque anni potrebbe rimpiangere questo momento”. Ardituro ha individuato anche di chi è la colpa: “E’ lo Stato in primis che fa finta di non accorgersene. Lo Stato continua a non fare la sua parte. Parlo delle istituzioni e della politica,  perché le norme e le regole attuali non vanno bene, non funzionano quando sono applicate al settore patrimoniale. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di mezzi e risorse per sfruttare questa occasione storica”.